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Ampelodesmos mauritanicus
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La mwbadisa o mwbqsaracchio o mwbgerba lisca (mwbwmwcaAmpelodesmos mauritanicus mwcq(mwcgPoir.) T.Durand & Schinz, 1894) è una mwdqpianta mwdgerbacea appartenente alla mwdwfamiglia delle mweaPoacee (mweqsottofamiglia mwegPooideae). È l'unica mwewspecie nota del mwfagenere mwfqmwfgAmpelodesmos mwfwmwgaLink, 1827 e della mwgqtribù mwggAmpelodesmeae mwgwTutin, 1978.cite-ref-powo-1-0[1]cite-ref-soreng-2-0[2]
Contents
• Radici
• Fusto
• Foglie
• Fiore
• Frutti
• Biologia
• Sinonimi
• Usi
• Note
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Etimologia
Il nome generico (mwjwAmpelodesmos) deriva da due parole mwkagreche: αμπελος=mwkqvite e δεσμος=mwkglegame, al fatto che nell'antichità veniva usata per legare le viti; le foglie, lunghe e tenaci, vengono tuttora utilizzate da artigiani per impagliare le sedie e per produrre cordami.cite-ref-eg-3-0[3]cite-ref-motta-4-0[4] L'mwmwepiteto specifico (mwnamauritanicus) indica una probabile origine della pianta dalla mwnqMauritania, o più in generale dal mwngNord Africa (o in particolare dal mwnwMagreb).cite-ref-5[5] Il nome comune (tagliamani) deriva dai margini ruvido-taglienti delle foglie di questa pianta.
Il mwpqnome scientifico della specie (mwpgAmpelodesmos mauritanicus) è stato definito inizialmente dal botanico ed esploratore francese mwpwJean Louis Marie Poiret (1755 – 1834) e perfezionato in seguito dal botanico belga Théophile Alexis Durand (1855 – 1912) e dal botanico ed esploratore svizzero Hans Schinz (1858 – 1941) nella pubblicazione mwqg"Conspectus Floræ Africæ; ou, Énumération des plantes d'Afrique. Bruxelles" (Consp. Fl. Afr. 5: 874. 1894) del 1894.cite-ref-6[6] Il genere (mwrwAmpelodesmos) è stato definito dal biologo, botanico e naturalista tedesco mwsaJohann Heinrich Friedrich Link (1767 – 1851) nella pubblicazione mwsq"Hortus Regius Botanicus Berolinensis descriptus" (Hort. Berol. 1: 136. 1827) del 1827.cite-ref-7[7] La tribù (Ampelodesmeae) è stata definita dal professore di botanica all'università di Leicester, autore dei trattati "Flora of the British Isles" e "Flora Europaea", Thomas Gaskell Tutin (1908 – 1987) nella pubblicazione mwtw"Botanical Journal of the Linnean Society" (Bot. J. Linn. Soc. 76(4): 369. 1978) del 1978.cite-ref-8[8]
Descrizione
L'altezza di queste piante arriva a 1 - 2 metri (massimo 5 metri). La forma biologica è mwvgemicriptofita cespitosa (H caesp), sono piante erbacee, perenni, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e presentano ciuffi fitti di foglie che si dipartono dal suolo. Queste piante producono dei cespugli densissimi larghi un metro. In queste piante non sono presenti i micropeli.cite-ref-motta-4-1[4]cite-ref-kellogg-9-0[9]cite-ref-botsis-10-0[10]cite-ref-pignatti-11-0[11]cite-ref-strasburger-12-0[12]cite-ref-botgen-13-0[13]cite-ref-kew-14-0[14]
Radici
Fusto
Foglie
• Guaina: la guaina è abbracciante il fusto e priva di auricole.
• Ligula: la ligula è membranosa e a volte cigliata. Dimensioni della ligula: 8 – 20mwia mm.
• Lamina: la lamina ha delle forme generalmente lineari, piane e revoluta sul bordo (i margini sono ruvido-taglienti). È lucida sulla faccia mwigadassiale. Le basi delle foglie diventano dure, tenaci (coriacee) e curve. Le foglie possono essere taglienti per la pelle se si cerca di tirarle stringendole tra le dita. Dimensioni della lamina: larghezza 4 – 7mwiw mm; lunghezza 1 metro.
Infiorescenza
mwlgInfiorescenza principale (mwlwsinfiorescenza o semplicemente mwmaspiga): le infiorescenze, ascellari e terminali, in genere sono riccamente ramificata e lievemente unilaterali e sono formate da alcune spighette solitarie ed hanno la forma di una ampia mwmqpannocchia piramidale. La mwmgfillotassi dell'inflorescenza inizialmente è a due livelli, anche se le successive ramificazioni la fa apparire a spirale. Il colore dell'infiorescenza è variegata di porporino. Dimensione della pannocchia: larghezza 1 dm; lunghezza 3 - 4 dm.
Spighetta
mwnqInfiorescenza secondaria (o mwngspighetta): le spighette, subsessili o brevemente pedicellate, compresse lateralmente, sottese da due mwnwbrattee mwoadistiche e strettamente sovrapposte chiamate mwoqglume (inferiore e superiore), sono formate da 2 - 6 fiori. Possono essere presenti dei fiori sterili; in questo caso sono in posizione distale rispetto a quelli fertili. Alla base di ogni fiore sono presenti due mwogbrattee: la mwowpalea e il mwpalemma. La mwpqrachilla è mwpgpubescente e si estende oltre i fiori. La disarticolazione avviene con la rottura della mwpwrachilla tra i fiori o sopra i glumi persistenti. Le spighette non sono pungenti. Lunghezza delle spighette: 12 – 17mwqa mm.
• Glume: le glume, persistenti, sono diseguali e più corte dei fiori e con apici attenuati e mwqwcarenate; dimensione delle due glume: 6 – 9mwra mm e 11 – 12mwrq mm.
• Plaea: un mwrwprofillo con due venature e cigliata.
• Lemma: il lemma, mwsqlanceolato, a volte è mwsgpubescente (villoso) nella metà inferiore e mwswmucronato all'apice con due denti e una mwtaresta lunga 1–2mwtq mm; lunghezza del lemma: 14 – 16mwtg mm.
Fiore
I mwuqfiori fertili sono mwugattinomorfi formati da 3 mwuwverticilli: mwvaperianzio ridotto, mwvqandroceo e mwvggineceo.
• mwwqFormula fiorale:cite-ref-botsis-10-1[10]
mwyamwyqmwygmwywmwzamwzq, mwzgP 2, mwzwA (1-)3(-6), mw0aG (2–3) supero, cariosside.
• Il mw0wperianzio è ridotto e formato da tre mw1alodicule, delle squame traslucide, poco visibili (forse relitto di un verticillo di 3 mw1qsepali). Le lodicule, mw1glanceolate, sono vascolarizzate, membranose e cigliate. Lunghezza 2 – 3mw1w mm.
• Il mw5agineceo è composto da 3-(2) mw5qcarpelli mw5gconnati formanti un mw5wovario mw6asupero. L'ovario, mw6qpubescente, ha un solo loculo con un solo mw6govulo subapicale (o quasi basale). L'ovulo è mw6wanfitropo e semimw7aanatropo e mw7qtenuinucellato o mw7gcrassinucellato. Lo mw7wstilo, breve, è unico con due mw8astigmi papillosi e distinti.
• Fioritura: da aprile a giugno.
Frutti
I mw9afrutti sono del tipo mw9qcariosside, ossia sono dei piccoli chicchi mw9gindeiscenti, con forme ovoidali, nei quali il mw9wpericarpo è formato da una sottile parete che circonda il singolo seme. In particolare il pericarpo è fuso al seme ed è aderente. L'mw-aendocarpo non è indurito e l'mw-qilo è lungo e lineare. L'mw-gembrione è piccolo e provvisto di mw-wepiblasto ha un solo mw-acotiledone altamente modificato (mw-qscutello senza fessura) in posizione laterale. I margini embrionali della foglia non si sovrappongono.
Biologia
In generale nelle mwaqaPoaceae la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'mwaqeimpollinazione dei fiori per via mwaqianemogama. Gli mwaqmstigmi piumosi sono una caratteristica importante per catturare meglio il mwaqqpolline aereo.
I semi cadendo a terra, dopo aver eventualmente percorso alcuni metri a causa del vento (mwaqydispersione anemocora) sono mwaqcdispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mwaqgmirmecoria).
Distribuzione e habitat
• Geoelemento: il tipo mwaqwcorologico (area di origine) è mwaq0Steno-Mediterraneo / Sud-Occidentale.
• Distribuzione: nativa delle regioni a mwargclima mediterraneo, la specie è distribuita oltre che nell'mwarkAfrica settentrionale, nelle zone costiere della mwaroSpagna, della mwarsFrancia, dei mwarwBalcani, della mwar0Turchia e dell'mwar4Asia minore. In mwar8Italia è presente sulle pendici litoranee aride del centro-sud, in mwasaSicilia e nella zona litoranea della mwaseLiguria (Portofino, Capo Noli, Capo Mele), dove la specie raggiunge il limite settentrionale della sua distribuzione in Italia.cite-ref-motta-4-2[4]cite-ref-euromed-16-0[16]
• Habitat: l'mwasshabitat tipico per questa pianta sono i pendii argillosi generalmente lambiti da correnti di aria umida. In genere vive su terreni aridi e mwaswsabbiosi, spesso in associazioni pure (dette mwas0ampelodesmeti), tipiche rappresentanti della mwas4prateria mediterranea.
Fitosociologia
Per l'areale italiano mwaucAmpelodesmos mauritanicus appartiene alla seguente comunità vegetale:cite-ref-prodromo-17-0[17]
• Macrotipologia: vegetazione delle praterie
• Classe: mwavaLygeo sparti-Stipetea tenacissimae mwaveRivas-Martínez, 1978 nom. conserv. propos. Rivas-Martínez, Diaz, Fernández-González, Izco, Loidi, Lousa & Penas, 2002
• Ordine: mwavqHyparrhenietalia hirtae mwavuRivas-Martínez, 1978
• Alleanza: mwavgAvenulo cincinnatae-Ampelodesmion mauritanici mwavkMinissale, 1995
Descrizione. L'alleanza mwavsAvenulo cincinnatae-Ampelodesmion mauritanici è relativa alle comunità che si sviluppano in mwavwSicilia (e in mwav0Tunisia) sui pendii dei rilievi, sia costieri che interni. Questa associazione è presente in aree caratterizzate da precipitazioni medie annue comprese tra 600mwav4 mm e 1000mwav8 mm, e temperature medie annue comprese tra 11 e 18mwawa °C. In generale questa cenosi è distribuita nel mwaweMediterraneo centrale su suoli profondi, solitamente calcarei, marnosi o sabbiosi. Le condizioni idonee alla diffusione di queste comunità si realizzano anche attraverso processi di degradazione ad opera antropica, ad esempio in seguito ad incendi o tagli ripetuti.cite-ref-prodromo2-18-0[18]
Specie presenti nell'associazione: mwawcmwawgAnthyllis vulneraria, mwawkMicromeria graeca, mwawsDactylis hispanica, mwaw0mwaw4Galium lucidum, mwaw8Elaoselinum asclepium, mwaxePsoralea bituminosa, mwaxmmwaxqAtractylis gummifera, mwaxuAvenula cincinnata, mwaxcPimpinella anisoides, mwaxkScorzonera columnae, mwaxsFestuca coerulescens, mwax0Gypsophila arrostii, mwax8Dianthus graminifolius, mwayeDianthus siculus, mwaymEryngium bocconei, mwayuHelminthotheca aculeata, mwaycPicris aculeata, mwaykHelictotrichon convolutum.cite-ref-prodromo2-18-1[18]
Altre alleanze per questa specie sono:cite-ref-prodromo-17-1[17]
• mwazyCalicotomo villosae-Genistion tyrrhenae
• mwazgOleo sylvestris-Ceratonion siliquae
Tassonomia
La famiglia delle mwazsPoacee comprende circa 800 generi e oltre 9.000 speciecite-ref-strasburger-12-1[12]cite-ref-agop-19-0[19]. È una delle famiglie più numerose e più importanti del gruppo delle mwaaqmonocotiledoni. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie, fa parte della sottofamiglia mwaauPooideae.cite-ref-kellogg-9-1[9]cite-ref-botsis-10-2[10]
Filogenesi
La tribù Ampelodesmeae, insieme alle tribù mwabgStipeae mwabkDumort., mwaboDiarrheneae mwabsC.S. Campb. e mwabwBrachypodieae mwab0Harz, fa parte della supertribù Stipodae mwab4L. Liu, 1980. Insieme alla tribù mwab8Stipeae formano un "mwacagruppo fratello". La specie mwaceA. mauritanicus comunque si distingue dal resto delle Stipeae per la spighette multiflore; tuttavia i dati molecolari la collegano inequivocabilmente ai generi (descritti all'interno della tribù Stipeae) mwaciPsammochloa e mwacqNeotrinia. La supertribù Stipodae è il quarto nodo della sottofamiglia mwacyPooideae ad essersi evoluto (gli altri tre sono la tribù mwaccBrachyelytreae, e le supertribù Nardodae e Melicodae).cite-ref-soreng-2-1[2]
mwadqmwadui lobi dei mwadylemmi in genere sono ben sviluppati; mwadcle cellule lunghe dell'epidermide dei lemmi hanno delle pareti sinusoidali (carattere mwadgplesiomorfico).
Le seguenti mwadosinapomorfie sono indicate per questa specie:cite-ref-kellogg-9-3[9]
In alcuni studi mwaeofilogenetici la specie di questa voce è descritta all'interno del "Clade I" della tribù Stipeae.cite-ref-kellogg-9-4[9] Tradizionalmente mwae8Ampelodesmos mauritanicus era collocata nella tribù Arundineae (mwafaArundinarieae) nella ex. famiglia Gramineae (mwafePoaceae).cite-ref-motta-4-3[4]
Il mwafcnumero cromosomico di mwafgA. mauritanicus è: 2n = 48.cite-ref-kellogg-9-5[9]
Sinonimi
Questa entità ha avuto nel tempo diverse mwaf8nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i mwagasinonimi più frequenti:cite-ref-powo-1-1[1]
• Ampelodesmos ampelodesmos (Cirillo) Kerguélen
• Ampelodesmos bicolor (Poir.) Kunth
• Ampelodesmos effusus Steud.
• Ampelodesmos festucoides (Desf.) Steud.
• Ampelodesmos mauritanicus var. bicolor (Poir.) Fiori
• Ampelodesmos tenax (Vahl) Link
• Ampelodonax bicolor (Poir.) Lojac.
• Arundo ampelodesmos Cirillo
• Arundo bicolor Poir.
• Arundo biflora Lam.
• Arundo festucoides Desf.
• Arundo festucoides f. grandiflora Pau
• Arundo mauritanica Poir.
• Arundo pliniana var. mauritanica (Poir.) Parl.
• Arundo tenax Vahl
• Avena festucoides (Desf.) Raspail
• Calamagrostis bicolor J.F.Gmel.
• Deyeuxia arundinacea P.Beauv.
• Donax ampelodesmos Schult.
• Donax bicolor (Poir.) P.Beauv.
• Donax festucoides (Desf.) P.Beauv.
• Donax mauritanicus (Poir.) P.Beauv.
• Donax tenax (Vahl) P.Beauv.
• Festuca elatior Ucria
• Stipa mauritanica (Poir.) Columbus & J.P.Sm.
Usi
In alcune zone d'Italia gli steli sottili, resistenti e lisci della spiga sono usati per arrotolare la pasta nella preparazione di mwaggfileda/fileja o anche mwagkmaccarruna, detti ancora nell'Alto Tirreno Cosentino "fusilli" (analoga a quella che in altre zone è chiamata mwagopasta a ferretto o mwagwferretti).cite-ref-zoomsud-20-0[20]
Nomi regionali in Italia
La pianta è conosciuta con diversi nomi nei vari dialetti: in Abruzzo in generale, e specialmente nella zona di Ortona, la pianta è conosciuta come mwaicVèlla; le foglie lunghe e sottili venivano raccolte ed essiccate all'ombra per poi essere utilizzate, dopo un breve periodo di ammollo, per legare i tralci delle viti. In Campania è detta mwaigerba sparta, in Sicilia è chiamata mwaikliami (con significative varianti locali) e a Palermo mwaiodisa, nel Cilento la pianta è detta mwaiscernicchiara, e sempre in Cilento, la corda ottenuta dalle foglie della pianta si chiama mwaiwlibbano, la cui origine ipotizzata è l'arabo o forse il greco.cite-ref-25[25] In Toscana, la pianta è molto diffusa in mwajeMaremma ed è conosciuta con il nome di mwajisarracchio (zona dell'mwajmArgentario)cite-ref-26[26]. In alcune zone della Calabria (ad esempio nell'mwajgaltopiano del Poro) è detta mwajkgutumara, ed il materiale da essa ottenuto è detto mwajogùtimu (cfr. mwajsciarasu-ciarasara per ciliegia-ciliegio), in altre (quelle con più alta influenza mwajwgrecanica) la pianta è conosciuta come mwaj0lisàra.cite-ref-zoomsud-20-1[20] Nella riviera dei cedri è detta "cannoria" o "tunnara".. In Liguria viene chiamata erba lisca, è molto diffusa sul Promontorio di Portofino e una volta veniva usata per fare cordame. Nel Lazio meridionale è conosciuta come mwakqstramma. In Sicilia il suo fusto è denominato mwakubusa.
Note
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• mwa1emwa1iAmpelodesmos mauritanicus IPNI Database
• mwa1qmwa1uAmpelodesmos mauritanicus EURO MED - PlantBase Checklist Database
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